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Dismissioni beni del demanio

Operazione inutile senza i modelli della Romeo Gestioni per la valorizzazione

eSi concretizza sempre più il piano dismissioni beni del Demanio, il piano ha appena superato l’esame della Corte dei Conti ed è in attesa del via libera. Un’asta organizzata da INVIMIT, che dovrebbe portare nelle casse dello Stato una prima tranche di 950 milioni di euro e in prospettiva – altri 300 milioni fino al 2021, per un totale di 1,25 miliardi di euro nel triennio.

Ma ancora una volta, il piano non rappresenterà una svolta per i conti pubblici, né per una riorganizzazione seria del piano dismissioni beni del Demanio.

E’ una conclusione amara a cui arrivano gli esperti dell’Osservatorio Patrimonio Italia, ORP, il centro ricerche realizzato in partnership da Romeo Gestioni con Nomisma, il CNR e Cresme-Consulting. Perché il problema – come spiegano gli esperti di Romeo Gestioni, che furono al centro – i motori – delle uniche dismissioni davvero riuscite, quelle passate alle cronache come SCIP-1 e SCIP-2, è che “senza piani integrati di valorizzazione del territorio, le dismissioni rischiano di essere un flop, e comunque una goccia nel mare magnum del debito pubblico”.

L’Agenzia del Demanio, infatti gestisce oltre 47.000 beni di proprietà dello Stato per un valore complessivo di circa 60 miliardi di euro con un obiettivo ben preciso: valorizzare, razionalizzare e rendere più efficienti gli immobili dal punto di vista energetico, tecnologico e del benessere degli occupanti.

Utilizza poi quelli non più strategici per l’uso pubblico al fine di ridurre la spesa dello Stato e generare valore economico, sociale e culturale per il Paese. Tutte cose che non si fanno e non si sono mai fatte, riducendo il tutto a una mera vendita di cespiti disponibili.

L’esperienza della Romeo Gestioni nella dismissione beni del Demanio

Nelle dismissioni beni del Demanio, l’esperienza di Romeo Gestioni insegna che, il bene, prima di essere messo sul mercato (una ex caserma per esempio, o un faro, una masseria, un complesso immobiliare nel centro di una città), se non viene prima analizzato, riprogettato, sottoposto a regolarizzazione con delibere di cambio d’uso, e “sostenuto” da licenze decise a monte per i lavori di valorizzazione, rischia di essere – se tutto va bene – acquistato al ribasso e poi abbandonato nel suo percorso di rigenerazione, che sarà sicuramente ostacolato da iter burocratici non prevedibili al momento dell’alienazione.

Per fare un esempio virtuoso di livello internazionale – se così non si fosse fatto a Istanbul per il Four Season, quella meravigliosa struttura da mille e una notte, sarebbe rimasta la gigantesca e orrida prigione ottomana che era in precedenza.

Si può immaginare, per esempio a Napoli, la caserma Nino Bixio messa in vendita senza un piano di riqualificazione concordato a monte?

No. Tanto è vero che la discussione sulla dismissione dei beni del Demanio e proprio la caserma Nino Bixio, alla fine è stato ceduta alla Scuola Militare della Nunziatella, che ne ha fatto un indispensabile polo di crescita e sviluppo, ma che nessun altro avrebbe mai avuto interesse ad acquistare.

Non è un caso che quello specifico bene, per essere valorizzato, è stato prima ceduto dal Demanio al Comune e poi, da quest’ultimo “regalato” alla Nunziatella, senza che in sostanza fosse fatto un vero piano di valorizzazione come quelli consigliati e implementati da Romeo Gestioni in altri contesti.

Se non ci fosse stato un interesse logistico-strumentale della Nunziatella ad allargare i propri spazi disponibili, quel meraviglioso bene sarebbe rimasto invenduto o inutilizzato.

Anche perché nessun privato, nessun fondo, nessun investitore si sarebbe mai avventurato ad un investimento di quella portata, senza essere garantito a monte da un vero e strutturato progetto di riqualificazione di valorizzazione. Cosa, questa, che oggettivamente riguarda sostanzialmente quasi tutti i piani di dismissione dei beni del Demanio.

Tutto questo per ribadire il concetto fondamentale, che solo una partnership pubblico-privata (e quindi: indirizzo e controllo pubblico, supportato da competenze specifiche e avanzate di un privato certificato come Romeo Gestioni) può portare a risultati positivi e concreti, in un piano globale di dismissioni come quello che vorrebbe realizzare il Demanio.