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Degrado a Napoli tra targhe alla memoria e aiuole abbandonate.

09 Settembre 2019

“La Napoli del non fare commemora i suoi martiri” è questo il titolo di un articolo sull’installazione di una targa commemorativa in ricordo di Rosario Padolino, il commerciante di 66 anni morto a seguito del distacco di un pezzo di cornicione di un palazzo di via Duomo, tra i tanti articoli che parlano del degrado di Napoli, delle recenti targhe alla memoria approvate dal sindaco e dell’incuria per le aiuole adottate dal papà dell’assessore Clemente, questo articolo in particolare porta a delle riflessioni.

L’autore infatti manifesta le sue sacrosante perplessità sulla corretta gestione della cosa pubblica da parte del Comune di Napoli.

La decisione di apporre la targa in via Duomo 202 dove si trova l’attività del povero commerciante, è stata approvata dalla commissione consultiva per la Toponomastica cittadina presieduta dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris che in una nota del Comune scrive:

«Un atto fortemente sentito dall’Amministrazione per ricordare lo storico commerciante di via Duomo, che negli anni si era distinto per numerose battaglie a favore del commercio e della riqualificazione della stessa strada» un gesto certamente encomiabile ma che non può mettere a posto la coscienza degli amministratori locali che non hanno provveduto per tempo alla manutenzione dello stabile.

Ma il degrado di Napoli non si può combattere con targhe alla memoria e aiuole affidate a privati e poi abbandonate, non sono certo questi i provvedimenti che possono ridare dignità ad una città come Napoli. Non è mai stato messo in atto alcun piano di manutenzione della città nonostante il Comune lo avesse già pronto, infatti la Romeo Gestioni lo ha già proposto sette anni fa ma nessuno ha mai guardato semplicemente per un pregiudizio.

Il degrado a Napoli prolifera e con esso anche le targhe alla memoria, peccato però che le aiuole con dediche e targhe alla memoria siano coperti di erbacce e rifiuti come ad esempio ai giardinetti di piazza Medaglie d’oro dove un’altra targa alla memoria che riporta la seguente scritta:
«Partecipazione dei cittadini alla cura della città. Il Comune di Napoli affida questo spazio verde alla Fondazione Silvia Ruotolo».

C’è da chiarire che il presidente della Fondazione Silvia Ruotolo è Lorenzo Clemente, che è il padre dell’assessore Alessandra Clemente. Ed allora non è paradossale che gli affidatari dell’aiuola non riescano a mantenere in condizioni dignitose l’area che commemori la loro congiunta? Ne parla più ampiamente il Gennaro di Biase in un articolo sul mattino di Napoli.

Non è tollerabile che l’area dedicata alla memoria di una Donna come Silvia Ruotolo, vittima della camorra, venga lasciata nel degrado; non può la società civile accettare che a Napoli si possa morire a causa dell’incapacità dimostrata dagli amministratori nella gestione della città.

Ai Napoletani resta il desiderio e la speranza che non ci sarà più degrado a Napoli, che in sostituzione delle targhe alla memoria ci sia una svolta nelle scelte da parte della P.A. sulla gestione della città, abbandonando i pregiudizi e con la consapevolezza dei propri limiti, aprendo ad una collaborazione con i privati che hanno dimostrato professionalità e competenza.

Ai cittadini non serve una città che ama solo parlarsi addosso e che è terrorizzata invece da chi propone come Romeo Gestioni – di fare le cose.

Bisogna porre fine a questa Napoli del non fare, perché i giardinetti e le aiuole affidati ai privati, sono ugualmente abbandonati all’incuria, con cumuli di immondizia che fanno da contorno.

E anche qui, nel piano di manutenzione della città di Napoli, presentato da Romeo Gestioni, il comparto-verde rappresentava un capitolo fondamentale, non solo in termini di bellezza e di salute pubblica, ma anche di piccolo ma importante volano economico per creare posti di lavoro, anche solo part-time.

Bisogna dire basta al degrado a Napoli celato tra targhe alla memoria e aiuole affidate a privati e poi abbandonate.